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WUNDERKAMMER SOAP  
RICCI FORTE
25 ottobre / 3 novembre Luoghi vari

Sette cortocircuiti scenici tra il presente, il teatro di Christopher Marlowe e l'estetica della meraviglia barocca, per cogliere la luce sprigionata dalle stanze della vita quotidiana: sono le "Wunderkammer Soap" dell'ensemble Ricci/Forte, un progetto pluriennale che arriva al suo compimento ed è presentato per la prima volta nella sua integralità.
Cosa fanno nel nostro hic et nunc i protagonisti di Marlowe? Sono i nuclei germinali di un meccanismo teatrale ineludibile: per il drammaturgo elisabettiano, infatti, ogni scelta di libertà dei suoi personaggi comporta la distruzione di qualunque certezza e l'innesco del tragico. Dal canto loro Ricci/Forte hanno stregonescamente rubato i loro spiriti proiettandoli in stanze di un Oggi atemporale.
Il bagno perciò accoglierà Didone, un travestito con il suo amore impossibile per un cliente che vorrebbe trasformarlo in sosia di Nicole Kidman. In garage ci sono Tamerlano e Zenocrate, latitanti di una banda da crimine organizzato che si nascondono; è in cella a scontare la condanna per omicidio e il senso di colpa Isabella, che ha ucciso travolta dalla gelosia per l'amore scoccato in fila alla cassa di Ikea tra suo marito, Edoardo II, e il commesso Gaveston. Ecco in cucina Faust, divo dei reality show, disposto perfino a un patto con il diavolo pur di allungare il suo viale del tramonto; mentre una suite d'albergo accoglierà la vicenda del poema "Ero e Leandro", che si cercano e si smarriscono nell'universo inconsistente di Internet. Un magazzino per Barabba, da "L'ebreo di Malta" e una piscina per Caterina de' Medici, da "La strage di Parigi", sono gli ambienti per genocidi razziali, guerre di religione e finte conversioni allacciate a spasmodiche convulsioni.
Tutto stipato in santuari borghesi di luoghi anonimi, reali, frantumati nella topografia emotiva cittadina. Si tratta infatti di "Wunderkammer", vale a dire stanze delle meraviglie, antenate dei nostri musei e gallerie, in cui tra Cinque e Seicento erano raccolte e collezionate stranezze e prodigi della natura e dell'arte: è qui che stupore e quotidiano, mito e triviale, sentimenti e singulti di questi personaggi vivono in azioni performative della durata di venticinque minuti, come episodi di una soap opera e perciò ciclicamente ripetute durante la giornata.
Stefano Ricci, regia e drammaturgia, e Gianni Forte, drammaturgia, hanno fondato questo collettivo teatrale nel 2006 e nel corso di questi anni si sono imposti grazie a una ricerca che li vede scavare i nuclei tematici degli spettacoli assieme ai performer durante le prove, e solo dopo edificarli in architetture testual_visive. Una grammatica di lavoro che ha trovato con "Macadamia nut brittle" "Pinter's anatomy" e "Grimmless", la sua cifra espressiva.


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