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Cartellone 1995




VU D'ICI (THE VIEW)
Giardino del Museo degli Strumenti Musicali,
13, 14 luglio 1995
Coreografia e danza Carolyn Carison
Una presentazione Atelier de Paris - Carolyn Carlson
Musica Gabriel Yared
Costumi Azzedine Alaïa, Maritza Gligo
Scene Bumet-Smith
Luci Claude Naville
Regia palcoscenico Alain Normand
Regia suono Alain Galcéran, Bertrand Dechaumet
Assistente luci Frédéric Duplessier
Creazione Théâtre de la Ville Paris, 27 giugno - 1 luglio 1995
Coproduzione Théâtre de la Ville - Paris, Maison de la Danse de Lyon, Théâtre de Saint Quentin en Yvelmes - Scène Nationale, Le Manège -Scène Nationale de la Roche sur Yon, Atelier de Paris - Carolyn Carlson
Con il sostegno della città di Parigi
Si ringrazia per la gentile collaborazione Azzedine Alaïa per l'abito nero "Serpente", la Compagnie Maguy Marin, il Théâtre du Chaudron, Cartoucherie de Vincennes, la Compagnie Sankai Juku e Mitsubishi Motors
Durata 70'

Dopo il succeso mondiale di Blue Lady (1984), in Vu d'lci Carolyn Carlson è di nuovo in scena da sola, per ben settanta minuti di assoluta poesia in movimento. Su un fondale color ocra, che ricorda i paesaggi rurali della California e rievoca in un gioco di rimandi altri suoi lavori - le foglie morte di Underwood, il giallo oro del pieno meriggio di Solo, i ricalchi di country dance della sua adolescenza -, la danzatrice disegna una coreografia che ha il sapore dei ricordi e dello sguardo «da lontano»: «visto da qui» lascia emergere nella traccia dei movimenti, sempre secondo la suggestiva poetica coreografica che le è propria (capace cioè di elaborare una danza partendo unicamente da emozioni, sguardi, ambienti, immagini interiori), la storia umana e personale di questa straordinaria danzatrice, a partire da quando, lasciando la compagnia di Alwin Nikolaïs, si avventurò alla ricerca di una propria strada che l’ha portata nel corso degli anni a ricoprire incarichi di prestigioso ed a rifondare, in un certo senso, il senso profondo della danza, come libera emanazione dell’essenza.

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