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  STAMPA



Cartellone 1999



VOYAGE AU BOUT DE LA NUIT
Concerto da Louis Ferdinand Céline
Piazzale Accademia di Francia,
6, 7, 8 luglio 1999
Compagnia Socìetas Raffaello Sanzio
Composizione sonora e regia Romeo Castellucci
Drammaturgia musicale e partitura vocale Chiara Guidi
Coreutica Claudia Castellucci
Filmati Cristiano Carloni, Stefano Franceschetti, Romeo Castellucci
Interpreti Claudia Castellucci, Romeo Castellucci, Chiara Guidi, Silvia Pasello, Giovanni Rossetti, Lele Biagi
Direzione tecnica Fabio Sajiz
Fonica Marco Olivieri
Tecnica Flavio Urbinati
Statica e dinamica Stephan Duve
Tassidermia Antonio Berardi
Attrezzeria Carmen Castellucci
Amministrazione Michela Medri
Organizzazione in sede Christiana Bertini, Chiara Trezzani, Fabrizio Vandi
Cura Gilda Biasini, Cosetta Nicolini
Produzione Socìetas Raffaello Sanzio, Ref-Romaeuropa Festival ’99
Co-Realizzazione Festival d’Avignone e Arte
Uno speciale ringraziamento a Françoise Gibault, Quay Brothers, Gianni Celati, Emanuelle Caillat, Gregory Petitqueux, Lamberto Borsetti, Michelle Treol, Isabelle Zangari, Centro Cinema Città di Cesena, Cineteca Comunale di Bologna, e per la collaborazione il Teatro Bonci di Cesena.

Omaggio a Egisto Macchi per la citazione di alcuni estratti da Ictus, Pensée e Reflections rielaborati da Romeo Castellucci.

Prima mondiale

Tra i primi scrittori francesi contemporanei, dopo Proust, a rifiutare il cosiddetto “linguaggio innocente” e ad attingere alla viva voce del popolo (argot), Céline ha esordito nella letteratura proprio con Voyage au bout de la nuit (1932), scritto di notte dopo aver svolto per tutto il giorno, nei quartieri più poveri di Parigi e quasi gratuitamente, la sua professione di medico. Il romanzo, che rievoca alcune esperienze dello scrittore stesso legate alla vicende vissute durante la Prima Guerra Mondiale, è dotato di uno stile che lo ha reso sempre più affascinante con il passare degli anni per quella scrittura dominata da una sorta di partitura musicale che si costruisce con la lingua, la punteggiatura, il ritmo e le figure retoriche, e per quell’andamento narrativo che viene ad essere il logico sviluppo del pensiero, la sua naturale e migliore oggettivazione.
Dal momento che, come dice Romeo Castellucci, «“Ridurre” il romanzo di Céline è un’impresa stupida e senza possibilità, poiché la sua scrittura giace di già in un nadir emozionale: è una forma esatta e oggettiva di fronte a tutte le cavità di questo secolo, di questo corpo», la Socìetas Raffaello Sanzio ha lasciato emergere la musicalità della scrittura, riducendo il testo, che resta in lingua originale, a partitura sonora.
Dai passaggi chiave del romanzo (la guerra, il bordello, l’esperienza coloniale in Africa, la fabbrica della Ford in America, il ritorno nei quartieri degradati in Francia, le malattie dei poveri a Rancy e la fiera) sono estrapolati alcuni segmenti che si trasformano nella materia da elaborare vocalmente. Lo spazio sonoro creato dai quattro attori-vocalisti viene poi amplificato dalla regia sonora di Castellucci che miscela il respiro affannoso di un cavallo morente - in proscenio -, ai rumori della guerra e della fabbrica (una squadra di gambe di ferro piomba dall’alto e si muove attraverso un meccanismo ad aria compressa), ed agli intarsi di musica concreta di Egisto Macchi.
Sul fondo, due schermi circolari impastano immagini di guerra e dell’avventura coloniale, con immagini che ritraggono lo scrittore francese e con sequenze di animazione digitale.
Ne nasce una materia sonora-visiva magmatica e violenta che, in modo del tutto originale, rende fisicamente percepibili, seppure con altro linguaggio, le sensazioni, le situazioni, i pensieri, gli stati d’animo di Bardamu, che, volontario della Grande Guerra, ne scopre la completa illogicità, emblema della grande incoerenza del mondo.

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