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Cartellone 1994




RITRATTO DI QUATTRO VIDEOARTISTI DELL’AREA MEDITERRANEA

Accademia di Francia, dal 18 al 22 luglio 1994
Evento

Videoartisti dell’area mediterranea
Video, memoria del nostro secolo
L’esperienza greca nell’arte elettronica
Il Fragile e l’Io
L’invito di Robert Cahen
Studio Azzurro
Francisco Ruiz De Infante
STUDIO AZZURRO (Italia)
18 luglio

ROBERT CAHEN (Francia)
19 luglio

MANTHOS SANTORINÉOS (Grecia)
20 luglio

FRANCISCO RUIZ DE INFANTE (Spagna)
21 luglio

INCONTRO-DIBATTITO CON GLI ARTISTI
A cura di Marco Maria Gazzano, 22 luglio

A cura di Colette Veaute
Assistente Patricia Fogli Iseppe
Si ringraziano Robert Cahen, Marco Maria Gazzano (direttore del “Videoart Festival” di Locarno, docente all’Università di Urbino), Sandra Lischi (curatrice di “Ondavideo Pisa”, docente di Teoria e Tecnica dei Mezzi di Comunicazione Audiovisiva all’Università di Pisa), Studio Azzurro e Paolo Rosa, Francisco Ruiz De Infante, Manthos Santorinéos

Rispondendo alla linea guida di questa edizione 1994 del Festival, “Il mondo del Mediterraneo”, Colette Veaute presenta i lavori di quattro videoartisti, provenienti ciascuno da un paese appartenente a quest’area: Studio Azzurro dall’Italia, Manthos Santorinéos dalla Grecia, Robert Cahen dalla Francia e Francisco Ruiz De Infante dalla Spagna.
Del milanese Studio Azzurro sono presenti le opere realizzate a partire dal 1982, anno in cui l’originario studio fotografico comincia ad occuparsi sia di cinema che di applicazioni video: si passa quindi dalle videoinstallazioni, nate per ambienti particolari (spazi urbani, interni, luoghi pubblici) e caratterizzate da un attento lavoro sull’architettura e sul design ai lavori nati dall’incontro con il teatro ed il regista Giorgio Barberio Corsetti, per giungere infine ad opere dove l’interazione con musica, luce, suono diventa strumento essenziale per mettere in circolo la percezione.
La manipolazione dell’immagine (secondo una tecnica vicina a quella della musica concreta) che porta con sé la qualità strutturale di un monologo interiore, riorganizzata com’è al di fuori di un apparente filo narrativo, domina le opere di uno dei maggiori videoartisti francesi, Robert Cahen: il montaggio, i primi piani, gli effetti, le soluzioni di interazione musicale generano un tempo altro rispetto al suo naturale e lineare scorrere quotidiano.
Nelle opere del videoartista greco, Manthos Santorinéos, passato dalla pittura alla tecnologia video – perché la tecnologia è paragonabile al «Vaso di Pandora: un vaso vuoto in cui è rimasta imprigionata la “speranza” e che ha bisogno di potersi riempire di nuovo: una vera e propria sfida per chi lo riempirà» -, emerge il lungo lavoro condotto da anni sull’opera video quale interazione e fusione, scontro e relazione fra molteplici stimoli, siano essi visivi, musicali, uditivi, tecnologici, plastici.
Infine, una intensa riflessioni sulla fragilità, declinata in tutte le sue possibili occorrenze, si sviluppa nelle opere presentate da Francisco Ruiz De Infante, artista spagnolo le cui opere mostrano e sono il risultato di un profondo sguardo attraverso la complessa e perturbante realtà del mondo contemporaneo.
Le quattro giornate di proiezioni sono state chiuse da un incontro con gli artisti, alla scoperta di tecniche e poetiche, coordinato da Marco Maria Gazzano.

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