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Cartellone 1989




LA RÉPUBLICAINE
Un recital di canzoni rivoluzionarie
Villa Medici, 8 luglio 1989
Evento
Rassegna stampa

La RepublicaineMusica La dernière Bastille (M. Boukay, M. Legay – 1898), Hommage à l’Acte Constitutionnel (E. Rousseau – 1790), Le grand projet (M. Marchant – 1792), La prise de la Bastille (Anonimo – 1789), Chanson satirique sur le nom des députés (Anonimo – 1790), La Révolution en Vaudeville (Anonimo – 1792), C’est mon ami (Florian, Regina Marie-Antoinette), La Guillotine (Anonimo, musica tratta dal Menuet d’Exaudet), Vous savet que je fus Roi (Ladré – 1790), Les regrets (Mme Clery – 1794), La Carmagnole, La Marseillaise des cotillons (Anonimo – 1848), Les pisselints (M. Boukay, M. Legay – 1898), Fille d’Ouvrier (J. Jouy, G. Goublier – 1886/88), La fiancée du pirate (da L’opera da tre soldi di B. Brecht e K. Weill), Der Soldat (R. Schumann, H.C. Andersen), Ça m’est égal (H. Audeval, P. Henrion – 1861), La nourrice républicaine (Piis – 1794), La chanson du rémouleur (M. Boukay, M. Legay – 1898), Le retour du soldat (Anonimo), La liberté des nègres (Piis – 1794), Les feuilles tombent (F. Chopin, op. 74 n. 17 – 1835), La muerte (S. Gonzalez – Cuba, 1961), Chanson de Méphisto (da Faust di Charles Gounod – 1859)
Regia Jean-Michel Rabeux
Arrangiamenti musicali Yves Prin
Responsabile tournée François Haury
Suono Frédéric Prin
Luci Dominique Bruguiere
Direzione scena Yann Charpentier
Interpreti Hélène Delavault (voce), Vincent Leterme (pianoforte), Stéphane Leach (tastiere), Jean-Louis Matinier (fisarmonica)

Produzione Théatre des Arts di Cergy-Pontoise, Atelier du Rhin, Maison de la Culture de Bourges

Conosciuta dal pubblico italiano soprattutto per la sua interpretazione nella Carmen di Peter Brook, Hélène Delavault ha preso parte a questa edizione del Festival con un programma tutto dedicato alle canzoni della Rivoluzione, un recital nato come omaggio alla ricorrenza del bicentenario, ma più ampiamente improntato a dare voce ai diritti universali dell’uomo. Se il programma è stato principalmente formato dai più celebri motivi patriottici e popolari del tempo (da La Carmagnole a La Guillotine, modellata sulle note del Menuet d’Exaudet), non sono mancati però accenni più moderni, da L’opera da tre soldi di Brecht alla canzone cubana La Muerte, che la Delavault ha voluto dedicare alle vittime cinesi di Tien-A-Men, per passare poi al brano di Chopin dedicato alla libertà dei polacchi dal giogo russo, che non può non essere letto in riferimento all’attualità fine anni ottanta (lettura ancora valida in questi primi anni del duemila).
Tuttavia, la parte più preziosa della performance, ammantata di una certa rarità, sono state le canzoni francesi, tra le quali, a compensare qualsiasi eccesso di trionfalismo, si contano anche alcune delle innumerevoli parodie della Marsigliese, nonché alcuni brani controrivoluzionari (La Révolution en Vaudeville) ed una vera chicca: una languida canzone d’amore scritta dalla regina Maria Antonietta.

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