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Cartellone 2001




RELATIVE LIGHT
Teatro Olimpico, dal 18 al 21 ottobre 2001 Ideazione, regia, scenografia, coreografia Robert Wilson
Musica John Cage (Freeman Etudes), Johann Sebastian Bach (Chaconne), Erik Satie (Ogives, Gymnopédie), Lou Harrison (Polka)
Disegno video Anna Saup, Fabio Iaquone
Luci A.J. Weissbard
Costumi Christophe de Menil
Suono Peter Cerone
Direttore di scena Sue Jane Stoker
Direttore tecnico Reinhard Bichsel
Assistente alla scenografia Lorenzo Cutuli
Operatore Luci Adam Sutton
Assistente ai costumi Carlos Sotto
Realizzazione costumi Franca Albani
Tecnico video Paulo Americo
Capo elettricista Marcello Lumaca
Assistente di produzione Laura Artoni
Assistente personale di Robert Wilson John Ackermann

Interpreti Andre Gingras, Meg Harper, Arco Renz, Elisabetta Rosso
Interpreti (musicisti) Nurit Pacht (violino), Carine Zarifian (pianoforte)

Produzione Change Performing Arts, in collaborazione con CRT Artificio (Milano)- Commissionato da Le Manege Centre Culturel Transfrontalier, Festival de Otono Ciudad de Las Palmas de Gran Canaria, Instituto Valenciano de la Musica – Realizzato a Roma in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana
Direttore di produzione Elisabetta di Mambro

Figura storica dell’avanguardia teatrale americana del dopoguerra, Robert Wilson porta in prima italiana al Romaeuropa Festival la sua ultima creatura, Relative Light, fresca di debutto a Valencia: come spesso accade negli spettacoli del regista americano, dotati di una complessa architettura visiva e sonora, anche questa produzione si articola tra danza, giochi di luce e proiezioni video, basandosi sulle note di un’eclettica selezione musicale che comprende la classica Chaconne di Bach e brani di John Cage ed Erik Satie (oltre una polka di Lou Harrison), tutti eseguiti dal vivo da Nurit Pacht e Carine Zarifian. È lo stesso Wilson, peraltro, a puntualizzare che l’incontro tra Bach e Cage rappresenta l’idea di partenza dello spettacolo, covata da tempo, che mette a confronto la cristallina partitura del primo e alcuni dei difficilissimi Freeman Etudes del secondo, costruiti attraverso un metodo volutamente casuale nella determinazione delle note, della struttura e del tempo. Teatro astratto di rigore quasi matematico, eppure capace di un’innegabile coinvolgimento intellettuale ed emotivo dello spettatore, Relative Light trova un ulteriore punto di forza nel contrappunto alla scena fornito da due video, uno realizzato dallo stesso Wilson e un altro firmato da Fabio Iaquone e Anna Saup, artisti di grande sensibilità visiva.

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