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Cartellone 1993




PARADE; LE SPECTRE DE LA ROSE; NOCES
Omaggio ai balletti russi
Villa Massimo, 12, 13, 14 luglio 1993
Evento
Multimedia
Rassegna stampa

Ballets Russes
Omaggio ai Ballets Russes PARADE
Musica Erik Satie
Coreografia Angelin Preljocaj
Coreologo Dany Leveque
Scene Aki Kuroda
Costumi Hervé Pierre
Luci Jacques Chatelet
Realizzazione costumi Philippe Binot – Dominique Gay
Ufficio studi Françoise Seguin
Realizzazione scene Ateliers dell’Opéra di Parigi
Direzione Françoise Sauval
Danzatori Nataly Aveillan, Michel Barthome, Joël Borges, Claire Burnet, Franck Chartier, Phillippe Combes, Nadine Comminges, Carole Gomes, Sylvain Ground, Sarah Ludi, Roger Nilsson, Pénélope Parrau, Angelin Preljocaj, Tamar Shelef
Commissione
Opéra de Paris – Palais Garnier. Spettacolo creato in residenza al Théâtre la Passerelle, Gap
Coproduzione Opéra Garnier, Théâtre National de la danse et de l’Image di Chateauvallon – Toulon
Contributo alla creazione Fondation Paribas Adami

LE SPECTRE DE LA ROSE
Musica
Carl Maria von Weber
Coreografia Angelin Preljocaj
Progetto musicale Marc Khanne
Luci Jacques Chatelet
Scenografia Angelin Preljocaj
Costumi Philippe Binot – Dominique Gay
Ufficio studi Françoise Seguin
Realizzazione scene Ateliers dell’Opéra di Parigi
Direzione Françoise Sauval
Danzatori Nataly Aveillan, Sarah Ludi, Nadine Comminges, Phillippe Combes, Franck Chartier, Roger Nilsson
Commissione Opéra de Paris – Palais Garnier. Spettacolo creato in residenza al Théâtre la Passerelle, Gap
Coproduzione Opéra Garnier, Théâtre National de la danse et de l’Image di Chateauvallon – Toulon
Contributo alla creazione Fondation Paribas Adami

NOCES
Musica
Igor Stravinskj
Coreografia Angelin Preljocaj
Esecutori Choer Contemporain d’Aix-en-Provence. Percussions de Strasbourg
Direttore Roland Hayrabedian
Costumi Caroline Anteski
Luci Jacques Chatelet
Danzatori Nataly Aveillan, Joël Borges, Claire Burnet, Nadine Comminges, Franck Chartier, Phillippe Combes, Sylvain Ground, Sarah Ludi, Roger Nilsson, Tamar Shelef
Commissione Biennale Nationale de la danse de Val de Marne
Coproduzione Biennale Nationale de la danse de Val de Marne, Maison des Arts de Créteil, Théâtre National de la Danse et de l’Immage di Chateauvallon Alpha-Fnac, Arsenal Metz, Centre National des Arts d’Ottawa-Canada
Contributo alla creazione Conseil Général du Val de Marne, Ministère de la Culture et de la Communication – Direction de la Musique et de la Danse (Fonds de promotion chorégraphique) Adami

L’omaggio di Angelin Preljocaj ai Ballets Russes di Diaghilev non sfiora nemmeno da lontano il rischio di una acritica riproposizione del già fatto, ma guarda all’anima ed alla carica eversiva di queste storiche coreografie che egli rivisita con un linguaggio ed una grammatica propri.
Tre le coreografie presentate: Noces nata nel 1923 su musiche di Igor Stravinskij e coreografia di Nijinska; Le spectre de la rose del 1911, ispirata ad una poesia di Téophile Gauthier, su musica di Weber e coreografia di Fokine; e Parade del 1917, con musica di Satie, coreografia di Massine e costumi di Picasso.
Se in Parade, Preljocaj vuole rispettare l’originaria atmosfera circense con gli artisti pronti all’esibizione, con un impresario (impersonato dallo stesso Preljocaj) che non smette mai di urlare mentre invita il pubblico ad affrettarsi, con le grandi figure astratte che popolano lo sfondo bianco, con un quadrato rosso che segna l’entrata nell’arena, con le scene del giapponese Aki Kuroda ed i costumi fantasiosi di Hervé Pierre che scandiscono il divertito andamento secondo i più classici dei “numeri”, la rilettura di Le spectre de la rose invece, si muove su ben altri significati. Mentre infatti Fokine aveva immaginato un romantico ballo, nell’atmosfera sospesa del sogno, tra una ragazza e la rosa regalatale alla sua prima festa, Preljoacj trasforma la danza in un incubo dove il passo a due diventa una sorta di lotta in cui predomina un aspetto erotico violento ed il sogno “romantico” è relegato nel perimetro di un quadrato di garze nere, luogo di incontro fra due toreri e due donne. «Ognuno di noi ancora oggi nel sogno evoca fantasmi, sogna carezze proibite nel quotidiano ma vissute felicemente e in modo tranquillo perché giustificate dalla dimensione onirica», dice Preljocaj, «Nel balletto sviluppo tutto questo proponendo sulla scena due universi, quello interiore del sogno e quello esteriore del quotidiano, dimensioni che tuttavia si intrecciano continuamente. È come se fossero due balletti: in uno agisce una coppia, nell’altro due coppie. L’uno è il sogno dell’altro, l’uno desidera essere l’altro» (Corriere della Sera, 14 luglio 1993).
Infine, per Noces, il coreografo evoca un’ambientazione balcanica dove le nozze si trasformano in una sorta di rito sacrificale, in cui la sposa è l’oggetto che, passando da una famiglia ad un’altra, perde irrimediabilmente la propria libertà: qui le nozze, dice il coreografo, mutano in una «strana tragedia».

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