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Nomad Voices of Central Asia

24 e 25 novembre ore 20.30 Palladium


Le sterminate regioni dell’Asia Centrale hanno sviluppato nel corso dei secoli una tradizione musicale multiforme che continuamente torna a sedurre il pubblico occidentale. In collaborazione con l’Aga Khan Foundation, Romaeuropa propone un concerto dove si intrecciano l’epica e la lirica,le musiche dei nomadi e quelle delle corti di paesi che, a dispetto della globalizzazione, sono ancora avvolti nel fascino del mistero.
Diviso in due parti, nella prima il programma vedrà protagoniste le due formazioni Bardic Divas e Tengir Too, mentre nella seconda giornata debutterà in prima mondiale un programma dedicato alle musiche dell’uzbekistan. Con il disfacimento dell’unione Sovietica, in molte nazionalità dal Mar Nero fino alle sperdute regioni polari della Kamatka e della ukotka sono riemerse antiche tradizioni popolari o colte che si credevano scomparse. Al contrario dell’industrializzazione capitalista, che esige la partecipazione di tutta la popolazione al consumismo e alla sua cultura, il regime sovietico aveva steso una specie di cappa sul mondo arcaico, marginalizzandolo. In particolare nelle regioni dove le differenze linguistiche e dialettali con il russo erano forti e dove la cultura si basava prevalentemente sulla oralità, tradizioni che si credevano perdute fin dagli anni ‘90 non hanno tardato a riaffiorare, sorprendentemente intatte come agli albori del Novecento. Il fenomeno ha assunto una grande evidenza nella musica, che in particolare nell’Asia Centrale era per lo più basata sulla trasmissione orale, una banca dati che attraverso i secoli ha tesaurizzato le tradizioni legate alla vita sociale: ne fa testo il nomadismo con il suo repertorio epico basato sulle storie dei suoi mitici eroi, e con il repertorio lirico dove la contemplazione della natura è l’interfaccia delle esperienze umane. Le Bardic Divas -un gruppo femminile dall’organico flessibile e che stavolta vedrà sul palcoscenico ulzhan Baibussynova e Ardak Issataeva, entrambe al canto e al dombra -, rendono questo repertorio con indiscutibile abilità e duttilità vocale, passando da momenti più “belcantistici” a forme di emissione di forza e gutturalità, tipiche del Kazakistan. Sopraggiungono le carovane del Kirghizistan ad animare la musica dei Tengir Too, una formazione che include anche quello che in Europa definiremmo un cantastorie, per una musica dove appaiono evidenti il sincretismo e le ibridazioni culturali unitamente a una suggestiva tecnica “battente” sugli strumenti a corde. In totale contrasto con l’universo musicale delle popolazioni nomadi, le musiche e le danze dei reami di Boukara, Khiva e Kokand sono impregnati di una sensibilità legata alla vita sociale (devozione, preghiere, feste, celebrazioni). I tre cantanti Farhad Davlatov, Mahmudjon Tojibaev e Nodira Pirmatova evocano la potenza spirituale contenuta nelle liriche di ispirazione sufi che hanno le loro radici nel cuore dell’Asia Centrale. Ispirato dalla poesia persiana classica e dal chatagatay – un’antica lingua letteraria turca vicina all’uzbeko – questo repertorio, storicamente riservato agli artisti maschili, è diventata la nota forma del maqam dell’Asia Centrale e oggi interpretato anche da donne, come è il caso di Nodira Pirmatova. un patrimonio espressivo che si è diffuso nei territori storici corrispondenti agli attuali Tagikistan e uzbekistan.

programma | 24 novembre

prima parte

Bardic Divas | Ulzhan Baibussynova (Kazakhstan)| Ardak Issataeva (Kazakhstan) | Byambajargal Gombodorj (Mongolia)

seconda parte

Ensemble Tengir-Too | Nurlanbek Nyshanova | Gulbara Baigashkaeva | Rysbek Jumabaev | Ruslan Jumabaev | Zalina Kasimova | Kenjegul Kubatova

programma | 25 novembre

Nodira Pirmatova (canto, dutar) | Mahmudjon Tojibaev (voce, sato) | Farhod Davlatov (voce, tar) | Sirojiddin Juraev (dutar) | Dilbar Bekturdieva (voce, garmon, kayraks, danza) | Murod Norquziev (ghijak) | Abbos Kosimov (doira) | Sirojiddin, Murod e Abbos Kosimov accompagnano tutti i solisti al dutar, ghijak e doira.

Programma musicale curato da Fabrizio Guglielmini

I concerti del 24 e 25 novembre sono presentati in partenariato con l’iniziativa Aga Khan per la Musica in Asia Centrale (AKMICA), un programma del Trust Aga Khan per la Cultura (AKTC)


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in collaborazione con
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