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Cartellone 1989



MUSICA E LIBERTÀ
Da Campo De’ Fiori a Piazza Navona
attraverso Piazza della Cancelleria,
14 luglio 1989

Evento
Rassegna stampa

Perché Antigone e la dichiarazione dei diritti dell'uomo? Musica Giovanna Marini e Scuola Popolare di Musica di Testaccio
Drammaturgia e testi Francesco Paolo Posa
Regia Massimiliano Troiani
Direzione musicale Massimo Bortoletti
Ensemble Banda e Coro della Scuola Popolare di Musica di Testaccio (Direzione: Silverio Cortesi, Angelo Fusacchia), Compagnia della Scala, Banda Comunale di Monte Porzio Catone (Direzione: Giorgio Guidarelli), Complesso bandistico Augusto Panizza (Direzione: Giuseppe Cimini), Testaccio Jazz Orchestra (Direzione: Danilo Terenzi, Marco Tiso), Banda Reale
Programma Fioriscono idee di rivolta, Alla Bastiglia! Alla Bastiglia!, Tutti nascono liberi ed uguali nei diritti, L’albero della libertà
Coordinamento artistico
Paolo Cintio, Francesco Paolo Posa
Coordinamento musicale Stefano Cardi, Antonella Talamonti
Costumista Giulia Mafai

Sulla scia dei maestosi eventi pubblici che proprio con la Rivoluzione Francese conobbero una grande fortuna, Romaeuropa ha proposto uno spettacolo di piazza, una festa popolare per rendere omaggio al 14 luglio, data chiave per questa edizione del festival dedicata al bicentenario della Rivoluzione. Affidato all’estro e alla competenza di Giovanna Marini e alla sua Scuola Popolare di Musica di Testaccio, nonché ad una impressionante quantità di musicisti, attori e tecnici, il percorso dell’esibizione si è mosso da Campo De’ Fiori e si è concluso a Piazza Navona, nutrito di concerti, canti tradizionali, intermezzi teatrali, balli e fuochi d’artificio attraverso cui hanno preso vita gli eventi storici più conosciuti della stagione rivoluzionaria, dalla presa della Bastiglia alla decapitazione del Re.
Lo spettacolo ha avuto il suo momento culminante nell’esecuzione, in prima assoluta, della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, brano per coro e orchestra composto per l’occasione dalla Marini sulle parole della celebre carta rivoluzionaria: la Dichiarazione, intrecciandosi con il canto di due solisti che interpretano il dialogo sulla Legge, svoltosi tra Creonte e Antigone, quando quest’ultima rivendica il diritto di seppellire i propri morti ha lasciato emergere come «quella Legge eterna, divina per Antigone», secondo le parole di Giovanna Marini, sia «stata finalmente scritta dagli uomini, nei 17 articoli della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, ed è oramai divenuta terrena e solo le dittature, i regimi totalitari e chiunque sia avido di potere può infrangere».
Una nota di colore ha accompagnato e preceduto l’evento a sottolineare come le conquiste di libertà, uguaglianza, e fratellanza – i diritti dell’uomo – non debbano mai essere date per scontate: i monarchici si sono organizzati e tra volantini e manifestazioni e parlottii hanno cercato di sabotare, invano, il 14 luglio del 1989.

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