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Cartellone 1986




ANACRÉON; ACTÉON
Auditorium dell’Accademia Nazionale di
S. Cecilia, 19 giugno 1986
ANACRÉON
di Jean-Philippe Rameau

ACTÉON
di Marc-Antoine Charpentier

Direzione
William Christie
Orchestra e coro
Les Arts Florissants


Uno dei maggiori complessi vocali e strumentali d’Europa al servizio di due capolavori della musica barocca francese. Les Arts Florissants, diretto dall’americano William Christie che ha fondato l’ensemble nel 1979, ha affrontato le due opere partendo dal denominatore comune che le lega - quello della simbologia dell’amore -, ma mettendone altresì in risalto la assoluta complementarietà. Anacreonte, poeta galante della Grecia classica, che fece il suo ingresso nella cultura francese attraverso il gruppo della Pléiade, fornì a Jean-Philippe Rameau (1683 – 1764), musicista e teorico fra i più grandi del XVII secolo, l’occasione per una continua opposizione di umori fra l’elegiaco e il vigoroso, fra Bacco e Eros, in un’alternanza di toni che ben rende i percorsi irregolari del piacere e dell’amore: il risultato, considerando che l’opera nasce come semplice “divertissement” per sostituire la prima parte delle Surprises de l’Amour, mantiene un fascino straordinario, limpido e complesso al tempo stesso. Di contro alla creazione di Rameau, L’Actéon di Marc-Antoine Charpentier (1634 – 1704), artista a cui Les Arts Florissants deve il suo stesso nome, si pone come un’opera dallo spiccato sapore teatrale (non a caso il compositore si annovera fra i collaboratori di Corneille e Moliere) in cui i canoni e le strategie più classiche della cosiddetta “tragedia in musica” sono rielaborati con una scrittura in cui «tutto si pone ad un livello di miniaturizzazione: l’argomento, l’organico vocale e musicale, la durata; delicato ma possente abbozzo, testimonia del mestiere di un musicista che prepara capolavori assoluti come Médée…» (Jerome Lejeune, Atteone, in Catalogo del Festival di Villa Medici, Ediz. Carte Segrete, 1986).

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