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Cartellone 2004




ILIADE
Auditorium Parco della Musica -
Sala Santa Cecilia, 24, 25, 26 settembre 2004
Ideazione, testi e regia Alessandro Baricco
Progetto musicale Giovanni Sollima
Disegno Gianluigi Toccafondo
Disegno luci Guido Levi
Regia video Paolo Gazzara
Direttore tecnico Luigi Grenna
Suono Alessandro Borgioni
Ideazione costumi Marina Schindler
Con Alessandro Baricco e (in alternanza nei tre reading) Stefano Benni, Caterina Deregibus, Michele Di Mauro, Mariella Fabbris, Pierfrancesco Favino, Carolina Felline, Simone Gandolfo, Elio Germano, Edoardo Nesi, Fabrizia Sacchi, Sandro Veronesi.
Canto Rosie Wiederkehr

Coordinatore del progetto Fabrizio Grifasi
Assistente di produzione Francesca Manica
Direttore di palcoscenico Daniele Iraci
Datore luci Danilo Facco
Fonico Stefano Barbagallo
Sarti Santo Costanzo, Elena Pennello, Teresa Tamara Ventrice
Assistenti Corinna Bottiglieri, Marinella Contenti, Rebecca Raponi
Produzione Romaeuropa Festival 2004

Alessandro Baricco presenta la tappa finale del progetto sull’Iliade omerica di cui aveva, nel corso dell’edizione 2003, proposto l’iniziale fase di lavorazione.
Ventiquattro racconti più uno, quello di Demodòco che narra la caduta di Troia (tratto dall’Odissea), sono dunque riscritti da Baricco a partire dall’Iliade omerica - nella traduzione in prosa di Maria Grazia Ciani. Ventiquattro racconti letti dallo stesso autore in alternanza con undici voci, tra le quali quella di Stefano Benni, Sandro Veronesi, Caterina De Regibus, Fabrizia Sacchi.
Baricco per riscrive la guerra di Troia, in un’ottica del tutto personale, smonta e rimonta il testo dell’Iliade– a cui affianca alcuni frammenti apocrifi – e, sostituendo all’evocativo narratore esterno del poema omerico una prima persona monologante, lascia che emergano, uno ad uno, i racconti dei personaggi principali. Sul testo originale compie dei tagli, ma quasi mai, pur nel passaggio alla prima persona, inventa nuovi testi, mentre lo stile, lontano da quello omerico, si nutre di un linguaggio che asciugato degli arcaismi diventa più vicino alla nostra lingua.
Dalla sua Iliade, Baricco fa scomparire gli dei, affidando la sua visione ai guerrieri che muovendosi sul campo di battaglia, vivono realmente il dramma della guerra, perché, a detta di Baricco, il poema omerico è «una specie di lezione per capire cos’è stata la guerra e che cosa sarà sempre». Una lettura pacifista, dunque, rappresentata dalle donne e dal lato femminile di uomini come Achille - il cui ruolo è stato infatti assegnato a Carolina Felline.
Lo spazio è nudo, sul palcoscenico impera un unico leggio, e sullo sfondo vengono proiettate le immagini degli attori in scena. Illuminati da luci sobrie, questi dicono il testo in camicia e pantaloni - gilet rossi e blu servono a distinguere gli achei dai troiani -, mentre i temi musicali creati da Giovanni Sollima accompagnano personaggi (un tema per ciascuno di essi) e battaglie (un remix, in tempo reale, di musiche note, a volte rese riconoscibili, a volte trasformate in altro).
La voce plasma lo spazio, crea immagini, risuona in sala potentemente, amplificata dal microfono, e lo spettacolo avvicinandosi alla forma concerto ha nascoste le potenzialità di un rito - emozione collettiva.

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