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Cartellone 2004




THE GREAT WAR
Teatro Palladium, 23, 24 ottobre 2004 Creazione e realizzazione Hotel Modern (Herman Helle, Arlène Hoornweg, Pauline Kalker, Arthur Sauer, Clints Thuijls)
Ideazione Herman Helle
Regia Pauline Kalker
Drammatizzazione Arlène Hoornweg
Creazione sonora Arthur Sauer
Tecnica Joris van Oosterhout

In collaborazione con Teatro Palladium Università Roma Tre
Progetto realizzato con il contributo del Netherlands Culture Fund, il programma dei ministeri olandesi degli Affari Esteri e dell’Educazione, della Cultura e della Scienza per rafforzare le relazioni internazionali del Regno dei Paesi Bassi in occasione del Semestre di Presidenza Olandese dell’Unione Europea
Con il sostegno del Theater Instituut Nederland e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma

The Great War, ovvero la Grande Guerra, ha tutte le caratteristiche di un film d’animazione, solo che è “dal vivo”. Attraverso un interessante impasto di musica, burattini e video, gli Hotel Modern riescono a creare effetti di assoluta realtà. Per mezzo di microcamere essi traducono a dimensione gigante - su uno schermo bianco - il mondo lillipuziano preparato in scena come fosse un vero e proprio set: un mazzetto di prezzemolo si trasforma in albero, bombolette spray simulano esplosioni, lo zucchero diventa neve, un nebulizzatore per piante crea la pioggia ed il paesaggio distrutto rinasce grazie all’ausilio di modellini.
La guerra che raccontano gli Hotel Modern non è però quella di sovrani, generali e tavoli di trattative strategiche, bensì quella che investe i soldati, le cui esistenze sono sospese tra la vita e la morte, ed il cui unico sollievo sono quelle lettere che li legano alla realtà quotidiana ed affettiva: la lettura di alcune di esse, realmente scritte in trincea, diventa infatti un materiale particolarmente vivo nella strutturazione dello spettacolo.
Il pubblico è catapultato all’interno di bunker, acquitrini, boschi in un coinvolgimento che interessa tutti i sensi: l’odore di corpi che marciscono (utilizzando plastica bruciata), la visione di ferite cruente, l’ascolto dei rumori assordanti (attraverso una colonna di rumori e suoni amplificati).
Una visione della guerra dal di dentro, ma senza mai cedere alla retorica, operazione non facile eppure perfettamente riuscita.

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