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Cartellone 2000




GIRO D’ITALIA
Video, film, danza, musica, installazione
Teatro Nazionale, 24, 26, 28 ottobre 2000 MUSICA / DANZA: UN BINOMIO INSCINDIBILE
di Adriana Borriello

Il mio lavoro coreografico degli ultimi anni si è sempre più concentrato sull’inscindibilità del binomio musica/danza, fino a farmi considerare il movimento, sia nel mio lavoro coreografico che in quello didattico, come una musica per gli occhi. Riscoprivo così che la danza, come diceva Paul Valery, è il linguaggio artistico che in maniera più completa ed immediata esprime i moti dell’anima. Questa doppia equazione, danza = linguaggio dell’anima = musica per gli occhi, mi ha infine condotta alle nostre radici culturali, quindi ai miei liberi studi di antropologia della danza e della musica. E qui comincia il mio viaggio all’interno delle tradizioni popolari dell’Europa meridionale, con l’incontro con quei rituali che, attraverso la musica e la danza scandivano la vita sociale e produttiva della comunità, ne organizzavano il rapporto con l’ignoto, con la sfera magica, ne risolvevano gli umani conflitti individuali, permettendo così alla gente, in momenti prestabiliti e ritualizzati, di espellere il male accumulato in un quotidiano fatto di duro lavoro e spesso di frustrazioni.
Insomma le tradizioni popolari musicali e coreutiche avevano una reale finzione sociale e perciò, essendo troppo forti per scomparire, riplasmavano continuamente i propri modi e valori a seconda delle influenze culturali e politiche cui venivano sottoposte, coniugando incessantemente il vecchio con il nuovo.

Persino il fortissimo dominio culturale della Chiesa, soprattutto nell’Europa meridionale, non potendole distruggere, ha avuto al suo interno pratiche e culti di matrice chiaramente pagana. Basta pensare alle celebrazioni del carnevale che, seppur in forma diversa a seconda delle aree culturali, è sicuramente un’espressione di paganesimo legata all’espulsione del male e delle pulsioni individuali e sociali più recondite, un momento in cui è permesso vivere il mondo alla rovescia.

Ma veniamo al nostro progetto. Le ricerche svolte finora sull’iconografia coreutica nell’ambito delle tradizioni popolari ci hanno fatto riconoscere nella triade Morte/Amore/Sesso il nesso comune a molti rituali dell’Europa meridionale.
Già in Tammorra e Kyrie è proprio l’equazione Madre = Amore = Sesso (individuata da Roberto De Simone) a guidare poeticamente il filo del discorso, una triade comune nella tradizione dei paesi del Meridione europeo, quali Spagna, Grecia e Portogallo. Sia in Tammorra che in Kyrie concepiti come concerti di danza, in cui i danzatori sono anche musicisti e i musicisti personaggi, i riferimenti iconografici guardano alla mitologia greca, al dolore cristiano e ad un erotismo crudo e popolare tutto pagano. La partitura scenica si articola sull’accettazione del contrasto assumendo l’idea del doppio ed è costruita sull’armoniosa contaminazione di stili e linguaggi in cui il movimento può essere ascoltato ed il suono percepito con gli occhi.

(in Catalogo Romaeuropa Festival 2000)

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