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Cartellone 1993



FIUME DI MUSICA
Suoni, luci, fuochi nella notte
per un Tevere vivo
Roma, 5 luglio1993
Evento
Rassegna stampa

Programma
Concerto itinerante sul Tevere
Note di regia
Rassegna stampa

«È stato tuttavia emozionante, alla fine – i vari gruppi musicali si erano sbizzarriti ad libitum, ma sempre senza forzare il volume di suono – quando una sorta di grande “Corale”, commosso e abbandonato ad un canto solenne (una composizione di Piero Milesi, avvolgente e appassionata), si è levato dal fiume contrappuntato da un “coro” di fuochi d’artificio, non fragorosi, ma dalla traiettoria lenta, ricadente in una pioggia di briciole colorate. Dalle rive si sono levati zampilli di fuoco, dorati e d’argento, come filari di alberi che davano anch’essi il senso di una vita da proteggere».
(Erasmo Valente, Alla fine sul Tevere un canto di speranza, l’Unità, 7 luglio 1993)

«La manifestazione, organizzata in ogni minimo dettaglio da Daniele Abbado e Piero Milesi, ha preso il largo nel tardo pomeriggio dall’isola Tiberina con un concerto della Banda militare e un raduno di canoisti che ha dato il via all’happening fiumarolo. Nove musicisti, con percussioni, tastiere e strumenti a fiato, hanno salpato a bordo di tre “caravelle” musicali, la Barbara, la Palatina e l’Elisabetta, attrezzate di consolle, microfoni e amplificatori a mo’ di palchi galleggianti. Gli equipaggi: Paolo Fresu, Pierluigi Castellano e Antonio Caggiano sulla prima imbarcazione; Daniele Cherini, Emilio Galante e Gianluca Ruggeri sulla seconda; Eugenio Colombo, Daniel Bacalov e Fulvio Maras sulla terza. Inizia il tour a pelo d’acqua ed è tutto un risucchio di suoni metallici, magnetici, ipnotici. L’afa infuoca le banchine e dai parapetti del Lungotevere gli sguardi dei passanti incuriositi accompagnano, da una sponda all’altra, il viaggio delle band. […] Ultima tappa, l’argine di via Capoprati, nei pressi del piazzale Maresciallo Giardino all’altezza del Museo del Genio. […] Sotto i due grandi palchi montati sulla sponda, c’è chi segue rapito gli accordi di Angelo Sparagna e del suo gruppo e poi comincia a ballare a piedi scalzi sulle sonorità martellanti dei Taakoma. Arrivano le tre imbarcazioni ed è tempesta. Tempesta di note sorde ed eloquenti e di fuochi d’artificio. Naso in su, occhi sbarrati e bocca spalancata, si assiste a uno spettacolo di grande bellezza. Fiammelle e fasci di luce a pioggia, a razzo, a petalo, fosforescenti, dorati, argentei e di tutti i colori dell’arcobaleno, disegnano nel cielo geometrie fantastiche, senza limiti».
(Luisa Mosello, Romaeuropa Festival. Ricomincio dal fiume, la Repubblica, 7 luglio 1993)



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