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Cartellone 2003


Athestis Chorus

FESTA ROMAEUROPA
Accademia di Francia, 20 settembre 2003 ATHESTIS CHORUS
Direzione
Musicale Filippo Maria Bressan
Musica Arvo Pärt (Sieben Antiphonen, Cantata dopo la vittoria), Urmas Sisask (Oremus, Deo Gratias da Gloria Patri, Benedictio)

VERA BILA E KALE
KRAKOW KLEZMER BAND
SAVINA YANNATOU / PRIMAVERA EN SALONICO

FUOCHI D’ARTIFICIO
Concertazione del fuoco
Valerio Festi

A pochi mesi (siamo nel settembre 2003) dall’entrata ufficiale nell’Unione Europea di altri dieci paesi, il Festival Romaeuropa si apre celebrando la ricchezza musicale di un continente che vuole condividere radici ed esperienze, una Europa le cui differenze e mille identità camminano al passo con i tempi e l’una accanto all’altra.
I ventisette cantori dell’Athestis Chorus diretti dal maestro Filippo Maria Bressan intonano le composizioni religiose contemporanee di Arvo Pärt (il più noto musicista baltico vivente), accanto all’astromusica dell’estone Urmas Sisask, ispirata dalle stelle d’Estonia.
Attinge ad una diversa tradizione culturale e religiosa l’ensemble polacco Krakow Klezmer Band (scoperto e lanciato da John Zorn), alla ricerca della più profonda essenza musicale yiddish indagata ed attraversata con inediti arrangiamenti ed improvvisazioni che spaziano dalle origini alle riletture più contemporanee.
Dalla cittadina boema Rokycany proviene invece la diva indiscussa della musica rom, Vera Bila, voce prodigiosa allevata in una famiglia di musicisti gipsy e divenuta una delle cantanti più celebri della Repubblica Ceca, toccante e coinvolgente.
Dal canto loro, Savina Yannatou e il gruppo Primavera en Salonico intendono raccontare il Mediterraneo attraverso le sue canzoni popolari: motivi che riecheggiano da Malta, Cipro, Spagna, Provenza, Corsica, Sardegna, Italia meridionale, Albania, Israele, Turchia e ovviamente Grecia, in un’odissea musicale tenuta insieme dall’improvvisazione e da un’ispirazione jazz.
La Festa Romaeuropa (accesa da una ‘concertazione del fuoco’ di Valerio Festi) vuole così essere non solo un momento di incontro, ma anche di riflessione sull’Europa, unita nella ricca e fertile diversità dalle sue mille voci: un viaggio ideale dal Baltico al Mediterraneo, attraversando musiche sacre, klezmer, gipsy e folk mescolate ad influenze sonore contemporanee e ricercate, sotto la luce delle creazioni di fuoco di Valerio Festi.

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