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Cartellone 1994




DANZE

Teatro Vascello, 20 luglio 1994
Evento
Rassegna stampa

Danze
Danze, serenata a quattro mani
Trame lunari
Compagnia Sosta Palmizi
Da un’idea di Giorgio Rossi
Coreografia Giorgio Rossi, Raffaella Giordano
Interpreti Silvana Barbarini, Monica Bianchi, Flavia Marini, Giorgio Rossi, Antonio Tagliarini, Federica Tardito
Musica Dmitrji Shostakovich
Colonna sonora a cura di Bruno De Franceschi
Marionette ed oggetti di scena Francesco Trecci
Luci Gianni Pollini
Costumi Piera Marini
Direttore Tecnico Marco Cassini
Segretaria organizzativa Doriana Crema e Sylvia Derycke
Produzione Sosta Palmizi in collaborazione con i Comuni di Caldarola (MC), Cortona (AR) e con la partecipazione dell’AMAT

La compagnia Sosta Palmizi, fondata nel 1984, ma stretta nell’organico attorno a Raffaella Giordano e Giorgio Rossi dal 1991, prosegue in una ricerca formale che predilige il linguaggio astratto per raccontare la grammatica delle emozioni. «L’evento nel suo compiersi», dice Giorgio Rossi, «è più vicino all’esperienza di una passeggiata nella natura, all’atto di amare, che alla comprensione di un concetto astratto legato ad un ragionamento mentale». Così il racconto, nel senso di una trama vera e propria, non esiste, ma prende la forma e la sembianza di una poesia dei movimenti e lo spettatore è condotto, sulla scia delle evocazioni, a costruire un suo personale tragitto.
Danze si presenta come una sequenza di momenti ed istanti ben delineati e circoscritti - «come le pagine di un libro», dicono i coreografi - che ripercorrono le meditazioni e le suggestioni generate dai dipinti del periodo rosa di Picasso, dalla musica di Shostakovich, dalla poesia di Ungaretti: quasi questi momenti facessero parte della visione, o dell’ascolto o della lettura. Lo spazio vive della medesima qualità, con pannelli che creano giochi cromatici, in un continuo movimento verso l’alto. Il tema è la fragilità, del corpo e dell’esistenza, come la raccontano i versi ungarettiani di Trame lunari (1922): ne nasce un universo metafisico, di forme geometriche, ricco di colori e suoni: «un teatro poetico del movimento», come prova a definire Giorgio Rossi.

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