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Cartellone 1986




CORREVA COME UN LUNGO SEGNO BIANCO - Installazione video
Giardini di Villa Medici, 22 giugno 1986Progetto Studio Azzurro e Giorgio Barberio Corsetti
Interpreti Annapaola Bacalov, Sandro Bittuleri, Philippe Barbut, Benedetto Fanna, Irene Grazioli, Giovanna Nazzaro
Installazione video Paolo Rosa, Fabio Cirifino, Leonardo Sangiorgi
Musica Piero Milesi
Realizzazione Tape Connection
Organizzazione Maia Borelli

Durata 40 minuti (ripetizione ciclica)

La nuova collaborazione tra Studio Azzurro e Giorgio Barberio Corsetti, dopo l’esperienza del Prologo a Diario segreto contraffatto, rappresentato nel dicembre 1985, conferma le potenzialità espressive dell’intreccio tra video e teatro, amplificate in questa occasione dallo scenario di Villa Medici: l’installazione si snoda infatti in un boschetto di bambù dei Giardini, catturando l’attenzione dei visitatori con un percorso attraverso quaranta monitor e facendo rivivere per immagini il mito di Orfeo. L’inseguimento del centauro, la caduta, la morte di Euridice, la disperazione e infine la discesa agli inferi di Orfeo, sono le tappe tradizionali di un dramma che riecheggia di riferimenti classici a Rilke, a Monteverdi, a Cocteau, ma dove tutto è sottoposto al filtro delle telecamere e ad una dialettica inesausta tra realtà e simulazione, come avviene in tutte le video-ambientazioni delle prime opere di Studio Azzurro. «La base di tutti questi lavori è nello scambio tra l’immediatezza della presenza fisica, la presenza stessa riprodotta in diretta – e magari spezzata dall’inscatolamento in diversi televisori – e la trasmissione di un nastro preesistente, per lo più portatore di tracce inanimate che falsano la natura circostante con elementi estranei», scrive Franco Quadri, «L’ambientazione contribuirà quindi a esaltare il contrasto espressivo mimetizzando i monitor con funzioni sceniche, mentre i monitor in movimento doppieranno gli attori in carne e ossa, alimentando il gioco di verità e illusione» (in Catalogo del Festival di Villa Medici, 1986).

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