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Cartellone 2002




CONFESSIONS OF ZENO
Teatro Valle, 24, 25, 26 ottobre 2002 Testo Jane Taylor (tratto da La coscienza di Zeno di Italo Svevo)
Regia, ideazione, animazione William Kentridge
Musica Kevin Volans
Design marionette William Kentridge
Realizzazione marionette Adrian Kohler
Scenografia Adrian Kohler
Costumi Mathilda Engelbrecht
Suono Simon Mahoney

Interprete Dawid Minnaar (Zeno)
Interpreti (musicisti e cantanti) The Sontonga Quartet (Waldo Alexander, Brian Choveaux, Xandi Van Dijk, Marc Uys), Otto Maidi (basso), Lwazi Ncube (soprano), Phumeza Matshikiza (soprano)
Interpreti (marionettisti) Handspring Puppet Company (Busi Zokufa, Tau Qwelane, Fourie Nyamande, Adrian Kohler, Basil Jones)

Produzione Handspring Puppet Company (Sudafrica), Schauspiel Frankfurt, Art Bureau München. In collaborazione con Berliner Festspiele, Documenta 11 (Kassel), Festival d’Automne à Paris, Théâtre d’Angoulême, Kampnagel Hamburg, Ministero per i Beni e le Attività Culturali/Direzione generale per l'architettura e le arti contemporanee/Centro nazionale per le arti contemporanee di Roma, Romaeuropa Festival, Salamanca 2002- Ciudad Europea de la Cultura, KunstenFESTIVALdesArts

Kentridge definisce questo spettacolo multimediale «un oratorio d'ombre», nel quale il canto, la recitazione, un quartetto d'archi, il video e la puppetry si fondono per far affiorare la mai sopita modernità del testo. Al centro della scena uno schermo bianco ospita forme che ben assecondano la fragilità dei caratteri di Svevo, il quale ne La coscienza di Zeno ha scelto di raccontare quell'incapacità di vivere che condiziona il lavoro, il matrimonio, ma anche la malattia e la morte, descrivendo con sottile ironia le rinunce, i timori e i pavidi desideri della borghesia europea alla vigilia della prima guerra mondiale. L'irresolutezza è quindi il tratto dominante di ciascun carattere, tratto che Kentridge lascia sconfinare volentieri nel comico, anche con diverse allusioni alle atmosfere della sua città, Johannesburg, ombra essa stessa di un impero che sta scomparendo. Oltre alla maestria della Handspring Puppet Company, autrice delle marionette e della loro manipolazione (estrema metafora dell’incapacità di vivere), determinante per la costruzione di un’atmosfera in continua sospensione è la musica di Kevin Volans, una partitura per quartetto d'archi (eseguite dal Sontonga Quartet) e trio vocale che, accogliendo stimoli diversi e sfuggenti, risulta quanto mai congeniale alla natura dell’allestimento del regista sudafricano.

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