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CANTO FERMO INCANTO - B-A-C-H L ARTE DELLA FUGA
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Cartellone 1994




CANTATE IN SCENA

Accademia di Francia, 5, 6, 7 luglio 1994
Evento
Rassegna stampa

Romaeuropa e la musica
Le Cantate di Rameau
Note sulla messa in scena
Il pastore fedele
Orfeo
La modernità lieve di Rameau
Musica Jean-Philippe Rameau (Deuxième pièce de clavecin en concert ,1741; Le Berger Fidèle, 1728; Quatrième pièce de clavecin en concert ,1741; Orphèe,1721; Hippolyte et Aricie, 1733, atto I, scena 1 e 2, divertissement: aria in rondeau per gli amori, graziosamente, prima gavotta e aria dell’amore, seconda gavotta e aria dell’amore, primo minuetto, secondo minuetto e marcia; atto IV, scene 1 e 2, tempesta; atto V, scene 3 e 7, ciaccona).

Solisti Delphine Collot (soprano), Howard Crook (tenore)
Interpreti Daniel Cuiller (violino), Christine Moran (violon alto), Jocelyn Daubigny (flauto), Sylvie Moquet (viola)
Costumi Thierry Bosquet
Regia Philippe Lénaël
Direzione musicale e clavicembalo Mirella Giardelli
Coproduzione Centro di Musica Barocca di Versailles e Opéra Ballet Atlantique
Il Centro di Musica Barocca di Versailles è patrocinato da Alcatel Alsthom, suo mecenate esclusivo. È sovvenzionato da: Ministère de la Culture et de la Francophonie, Conseil Régional d’Ile de France e Conseil Général des Yvelines.

Jean-Philippe Rameau (Digione 1683-Parigi 1764), relegato ai margini del mondo compositivo fino all’età di quarant’anni, fu apprezzato prima come teorico che come compositore, restando sempre al centro di polemiche per la gravità e profondità d’armonia da lui introdotte nella tradizione operistica: di fatto, inaugurò la fase illuminista del melodramma caratterizzata da un’ampia cantabilità, dalla drammaticità dello sviluppo narrativo, dalla partecipazione attiva del coro unita a bizzarrie stilistiche, dalla connessione tra musica e gesto. Nel 1751 partecipò alla nota querelle che vedeva contrapposti i difensori dell’opera italiana a quelli dell’opera francese.
Di questo grande musicicista il programma, curato per la regia (l’unione di musica e gesto, di cui si è detto prima) da Philippe Lénaël, presenta nella prima parte alcuni brani da Pièces de clavecin en concert (1741) e due cantate da Orfeo (1721) e Il pastore fedele (1728), dove la flessibilità dell’espressione, basata su una nuova tecnica vocale, è tale da alimentare la “teoria degli affetti”: «i mutamenti di tonalità destano la stessa impressione dei mutamenti di frase; i differenti rapporti armonici sono simili ai rapporti tra sentimenti differenti», scriveva Rameau.
La seconda parte è invece un omaggio al teatro del compositore che, della forma spettacolo, amava la possibilità di «poter realizzare – come artista – molte delle figure di cui avevo concepito l’idea». Hippolyte et Aricie (1733) segna l’esordio di Rameau nel teatro, dopo la censura del suo Sansone (1731).

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