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CANTO FERMO INCANTO - B-A-C-H L ARTE DELLA FUGA
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  STAMPA
L’Arte della fuga di Johann Sebastian Bach secondo il musicologo Hans–Eberhard Dentler assomiglia a un enigma della Sfinge: come un novello Edipo, un agguerrito gruppo di artisti capeggiati dal violoncellista Mario Brunello vuole sciogliere l’enigma, porgendo al pubblico le pieghe più riposte di uno dei grandi capolavori della musica di tutti i tempi.
Con Bach: Streetwiew Brunello s’avventura in una delle più complesse e affascinati partiture di Bach dedicata alla fuga, una forma polifonica dove le singole voci –linee musicali– s’intrecciano come le strade e i vicoli di una città.
Obiettivo del progetto è far risaltare ogni singola voce: come in un ingrandimento dello Street view di Google penetriamo anche negli angoli più nascosti di un centro abitato. A questo scopo all’esecuzione sarà affiancata su uno schermo una visualizzazione non didascalica ma immaginifica e simbolica della musica, per renderne il sublime e perfetto equilibrio architettonico che appare lampante anche graficamente al primo sguardo della partitura di Bach. In alcuni momenti l’elettronica dal vivo, curata da Theo Teardo, permetterà di rallentare fino quasi a fermare l’esecuzione per far cogliere i dettagli più nascosti di questa musica.
L’Arte della Fuga sarà eseguita in una nuova strumentazione realizzata espressamente per questo progetto da Brunello, e prevede oltre al suo violoncello la presenza di un quartetto d’archi, dal violino al contrabbasso, in cui spicca Alexander Balanescu, eccellente violinista e compositore, da sempre paladino della nuova musica nei suoi aspetti più diversi: dalla contemporanea al jazz di Carla Bley, al rock dei Pet Shop Boys e di Yellow Magic Orchestra. A questa formazione si aggiunge un musicista della prassi antica, alla tiorba o al chitarrone barocco, per rendere il gusto dell’epoca in cui l’Arte della Fuga è stata creata.
Insomma, più che una semplice esecuzione, una interpretazione a tutto tondo, nelle corde di un virtuoso del violoncello come Brunello, capace anche di un approccio innovativo al repertorio classico-romantico e barocco, e che torna a lavorare su Bach di cui ha interpretato in modo mirabile le Suite per violoncello solo e i Concerti Brandeburghesi. Con l’Arte della Fuga affronta uno dei vertici della musica di tutti i tempi, un teorema di

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