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Cartellone 1991




SUITE EN BLANC; IN THE NIGHT; PUSH COMES TO SHOVE
Villa Medici, 18, 19, 20, 21 luglio 1991
Evento
Rassegna stampa

Suite en blanc
Push comes to shove
SUITE EN BLANC
Coreografia Serge Lifar
Musica Edouard Lalo (estratti da Namouna)
Danzatori (18 e 19 luglio) Karin Averty, Clotilde Vayer, Fanny Gaida (La siesta), Elisabeth Platel, Wilfried Romoli, Lionel Delanoë (Pas de trois), Carole Arbo (Serenata), Marie-Claude Pietragalla, Ludovic Heiden, Bruno Camhapé, Fabien Roques, Bertrand Belen (Pas de cinq), Florence Clerc (La sigaretta), Charles Jude (Mazurka), Florence Clerc, Jean Yves Lormeali (Adagio), Elisabeth Maurin (Il flauto)
Danzatori (20 e 21 luglio) Muriel Hallé, Christine Landault, Nathalie Riqué (La siesta), Elisabeth Maurin, Wilfried Romoli, Stéphane Elizabé (Pas de trois), Elisabeth Maurin Serenata, Karin Averty, Ludovic Heiden, Bruno Cauhapé, Fabian Roques, Bertrand Belen (Pas de cinq), Elisabeth Platel (La sigaretta), Jean-Yves Lormeau Mazurka, Monique Loudieres, Charles Jude Adagio, Clotilde Vayer (Il flauto)

IN THE NIGHT
Coreografia
Jérôme Robbins
Musica Fréderic Chopin (Quattro Notturni per pianoforte op. 27 n. 1, op. 55, n. 1 e 2, op. 9 n. 2)
Pianoforte Henri Barda
Costumi Anthony Dowell
Danzatori (18 e 19 luglio) Monique Loudieres, Jean-Yves Lormeau, Elisabeth Platel, Kader Belarbi, Isabelle Guérin, Wilfried Romoli
Danzatori (20 e 21 luglio) Fanny Gaïda, Mannel Legris, Carole Arbo, Kader Belarbi, Marie-Claude Pietragalla, Wilfried Romoli

PUSH COMES TO SHOVE
Coreografia Twyla Tharp
Musica Joseph Haydn (82 Sinfonia in Do maggiore detta L’orso)
Preludio di Joseph Lamb (Bohemia Raq. 1919)
Arrangiamenti David E. Bourne
Costumi Santo Loquasto
Luci Jennifer Tipton
Danzatori Patrick Dupond, Isabelle Guèrin, Carole Arbo, Fanny Gaïda, Lionel Delanoë

Ensemble Ballet de L’Opéra de Paris
Presidente Pierre Bergé
Amministratore Generale Georges Françoise Hirsch
Direttore Generale Philippe Béleval
Direttore Della Danza Patrick Dupont
Direttore Musicale Myung Wung Chung

Il Ballet de L’Opéra di Parigi si presenta come una delle più antiche compagnie di danza. Nasce nel 1661 quando Luigi XIV, appassionato ballerino, crea l’Accademia Reale di danza a cui affianca dal 1713, la Scuola: da qui un percorso di codificazione di passi, di appropriazione di una tecnica virtuosistica, di collaborazioni con i grandi coreografi.
Il suo repertorio, quanto mai ricco e vario, si muove dai grandi artisti del passato come Philippe Taglioni, Michel Fokine, Vaslav Nijinskij ai più contemporanei Maurice Béjart, Merce Cunningham, Roland Petit, Paul Taylor.
Per questa edizione del Festival, il Ballet de l’Opéra, sotto la direzione artistica di Patrick Dupont, ha presentato tre opere di coreografi del Novecento, ognuno con una tensione verso l’attualizzazione dell’eredità classica. Si passa infatti dal neoclassicismo di Serge Lifar, a Jérôme Robbins, in bilico tra tradizione e modernità, per concludere con la stravagante Twyla Tharp, che attraverso l’ironia spinge oltre il limite la tecnica classica.

Creato nel 1943 appositamente per il Ballet de l’Opéra, Suite en blanc di Serge Lifar - allora direttore artistico dell’ensemble – si struttura su nove sequenze di Namouna (1882), partitura musicale di Edouard Lalo. Scardinata infatti l’originaria successione drammaturgica, il coreografo costruisce una teoria di “numeri” indipendenti come fosse una sorta di esposizione-bilancio dell’evoluzione della danza.
Incluso nel repertorio del Ballet sin dal 1989, In the night di Jérôme Robbins, che ha avuto il suo battesimo di palcoscenico nel 1970 per opera del New York City Ballet, è caratterizzato da uno speciale rapporto con la musica: i Notturni di Chopin infatti esaltano ed alimentano una danza completamente inscritta nella musica, una coreografia dove «il virtuosismo diventa un mezzo superiore per esprimere in modo più acuto la sottigliezza dei rapporti sensibili tra gli esseri».
A chiudere il programma, il divertito e libero sguardo di Twyla Tharp che nel suo Push comes to shove, con sapiente disinvoltura associa la danza classica a forme più svariate e contemporanee di movimento: la coreografia, creata nel 1976 per Mikhail Baryshnikov, è stata interpretata in questa occasione da Patrick Dupont.

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