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Cartellone 2001




AS LONG AS THE WORLD NEEDS A WARRIOR’S SOUL; UMBRACULUM
Teatro Argentina, 19, 20, 21 ottobre 2001 Direzione, scenografia, coreografia Jan Fabre
Assistente alla drammaturgia Miet Martens
Luci Sven Van Kuijk
Costumi Daphne Kitschen

Interpreti Cédric Charron, Anny Czupper, Els Deceukelier, Frans Joseph Goof, Lisbeth Gruwez, Saskia Hofman, Erna Omarsdottir, Frank Pay, Diederik Peeters, Maarten Van Cauwenberghe, Jurgen Verheyen

Autore controverso e dissacratorio, già ospite del Festival nel 1987 con Das glas im kopf wird vom glas, Jan Fabre torna a Roma con uno spettacolo-manifesto in cui si coniugano una forte volontà di denuncia politica ed una forma di teatro “totale” dentro il quale confluisce, in modo personale ed inedito, gran parte della ricerca europea e americana degli ultimi anni.
As long as the world needs a warrior’s soul, presentato in prima mondiale nel 2000 all’Expo di Hannover, ruota attorno all’idea centrale del “corpo in rivolta” e procede per accumulo di episodi, legati dal filo rosso di una fisicità menomata e infelice a cui gli uomini hanno si sono voluti costringere: il regista belga immerge dunque i suoi attori in un universo scenico fatto di oggetti pop (le bambole Barbie), materiale organico (ketchup, cioccolato e burro, simboli evidenti delle diverse funzioni corporali), schegge musicali di diversa provenienza (brani dell’ex-Velvet Underground John Cale, un classico della protesta afro-americana come Strange Fruit di Billie Holiday, Killing in the name of dei Rage Against the Machine), oltre che delle parole di un testo di Dario Fo, Io, Ulriche, grido!, sulla terrorista tedesca Ulriche Meinhof. Il risultato, violentemente provocatorio, è un inno di rivolta sociale e, al tempo stesso, un’invocazione alle forze più autentiche della natura a cui l’uomo dovrebbe tornare, forse, per sentirsi nuovamente vivo.
Disegnatore, pittore e scultore (celebri le sue imprese figurative con la penna Bic), Jan Fabre è presente a Roma fino al 18 novembre anche con un’installazione allestita presso la Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea - Umbraculum (un posto ombreggiato dove pensare e lavorare lontano dalla vita quotidiana) - ed una personale di tre sculture e un video presso l’Accademia Belgica: ulteriore manifestazione del suo singolare ed attento sguardo sul mondo e dentro la realtà.

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