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Cartellone 1989



AGON; AS TIME GOES BY; RULES OF THE GAME; IN THE MIDDLE, SOMEWHAT ELEVATED
Villa Medici, 10, 11, 12 luglio 1989
Evento
Rassegna stampa

Agon
As Time Goes By
Rules of the Game
In the Middle, Somewhat Elevated
AS TIME GOES BY
di Arlene Croce

Il balletto
È sugli ultimi due movimenti di questa sinfonia (Minuetto: allegro e trio; Finale: presto e adagio) che Twyla Tharp ha costruito As Time Goes By in scena il 10 Ottobre 1973 al Joffrey Ballet New York: iniziato all’insegna della musica con l’euforia e l’energia del grande numero, il balletto termina melanconicamente, per progressiva rarefazione dei partecipanti, con la solitudine del ballerino.
Twyla Tharp è la Nijinska della nostra epoca, As Time Goes By è un’immagine astratta dell’individuo a confronto con la società tribale. Sono in qualche modo le sue Noces.
Il balletto è costituito da quattro sezioni caratterizzate da una progressione drammatica: inizia nel silenzio con l’individuo, continua con il gruppo (sextet), poi coinvolge tutti per ritornare all’individuo.
La Tharp regala alla coreografia classica delle nuove forme di linguaggio, grazie ad una nonchalance ed una aggressività che la rende più umana.

La musica
Franz-Joseph Haydn, allora maestro di cappella al castello dei principi Esterházy, ricchi signori ungheresi, compose la Sinfonia n. 45 nel 1772. Il sottotitolo è Degli Addii data l’originalità della sua conclusione dove l’ultimo movimento che si intreccia in maniera imprevista al presto tradizionale è un adagio. Già conludere una sinfonia con un tempo lento era, a quell’epoca, una cosa molto audace, ma ancora più sorprendente è una certa teatralità che entra a far parte dell’opera: i musicisti a poco a poco smettono di suonare, abbandonano il palco ad uno ad uno per lasciare, con una nuance di pianissimo su degli accordi semplici, solo i due primi violini. Haydn, in questo modo, voleva farsi portavoce, in maniera un po’ ironica, dei musicisti stanchi di una stagione che non finiva mai, obbligati a restare al castello quando speravano invece di poter raggiungere la loro famiglia nella vicina Eisenstadt. Si dice che il principe compresa l’allusione, avrebbe finalmente mandato i musicisti in licenza.

(in Catalogo Romaeuropa Festival 1989)

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