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Cartellone 1992




ACUSTICA
Teatro Vascello, 10, 11 luglio 1992
Evento
Rassegna stampa

Acustica
Gli strumenti di Kagel
ACUSTICA
a cura di Gianluigi Mattietti

Acustica (1968-70) "per generatori sperimentali di suono e altoparlanti" è composizione emblematica di quel "teatro strumentale" dove sono gli stessi oggetti sonori, inventati, a costituire l'essenza, ad essere, nella loro materialità, talvolta bizzarra, il centro dell'evento teatrale. Anche le azioni degli esecutori, in se stesse, sono parte di questo evento, ma restano comunque funzionali alla produzione del "suono" - altra cosa è il teatro di Cage, dove il risultato sonoro è un aspetto contingente, e il gesto che lo produce ne deve conservare l'imprevedibilità ("unknown outcome"). Kagel chiama invece in causa un nuovo tipo di interprete, per il quale "suonare uno strumento" deve assumere un'accezione più allargata, ma sempre attenta all'esito sonoro, accuratamente definito nelle diverse sezioni della partitura. L'azione drammatica si riduce a semplici gesti, apparentemente quotidiani, con strumenti che, quando non sono strani, esotici o riesumati dal passato, vengono adoperati in maniera del tutto anticonvenzionale.

In Acustica le azioni da compiere sono 127 e corrispondono alle pagine della partitura - contrassegnate dai simboli degli strumenti, alcuni dei quali sono riprodotti più avanti - il cui ordine non è tuttavia prescrittivo. Sono affidate a un numero da 2 a 5 esecutori, ciascuno dei quali può scegliere lo strumento che desidera, anche prescindendo dalle proprie competenze musicali. Pur essendo fissate con la massima precisione, non hanno durata determinata e l'inizio di ciascuna di esse è lasciato alla libera scelta dell'esecutore. Tranne l'azione contrassegnata in partitura con "ad lib.", che va eseguita, e preventivamente concertata, da tutto l'ensemble, le altre sono assolutamente indipendenti, né è stabilita alcuna gerarchia nella loro successione o sovrapposizione. Gli esecutori devono quindi suonare senza guardarsi né darsi segnali, e ogni movimento sulla scena deve apparire assolutamente libero, incondizionato e privo di significato. Un'azione già svolta non può essere ripetuta dallo stesso esecutore, ma siccome tutti gli esecutori hanno libero accesso all'intera partitura alcune azioni verranno eseguite più di una volta.

Kagel insiste sulla preparazione degli interpreti la cui «libertà deve essere veramente ricambiata con una perfetta padronanza del testo e del contesto. In questo modo gli esecutori superano la semplice riproduzione delle loro parti, includendo, nella loro esecuzione, l'ascolto degli altri». Solo le prove quindi, non l'improvvisazione estemporanea, possono consentire loro di entrare a diretto contatto col suono che producono, sviluppando, al contempo, meccanismi spontanei di interazione. Non significa stabilire in anticipo un ordine, ma semmai poter suonare a memoria, per reagire liberamente, e immediatamente, agli stimoli del momento.
Il nastro, che costituisce l'altra dimensione di Acustica, è stato realizzato nell'inverno del 1969 presso lo studio di musica elettronica della Radio di Colonia. È a quattro piste, dura complessivamente 39'50" e consiste in materiale elettronico puro ed in registrazione di suoni vocali (le voci di William Pearson e di Alfred Feussner, «amico prematuramente scomparso» alla memoria del quale è stato composto Acustica) e strumentali (con gli stessi strumenti eseguiti dal vivo - non manipolati).

È la regia del suono (mixer centrale) che presiede all'interazione tra nastro ed esecuzione dal vivo e al coordinamento tra il contesto strumentale e gli altoparlanti. L'operatore può ripetere sezioni del nastro, fermarlo improvvisamente o con effetti di dissolvenza (anche per questo la durata complessiva dell'esecuzione non può essere predeterminata) variarne la dinamica o spostare il segnale da un altoparlante all'altro. Deve gestire anche il segnale proveniente dai singoli esecutori, che spesso necessita di amplificazione. Ha infine facoltà di diventare anche esecutore, limitatamente a quelle azioni che non richiedono strumenti ingombranti o un grande impegno manuale. I due piani sui quali si fonda Acustica sono pressoché separati, esistono in modo autonomo e coesistono solo in virtù della simultaneità nell'esecuzione. «Ho deliberatamente evitato la compenetrazione tra i due piani perché, anche in altre mie composizioni che mostrano analoghe problematiche, ho sempre avuto l'impressione che la fusione forzata di musica elettronica e musica strumentale fosse, per l'ascoltatore in sala, più un desiderio che una realtà sonora (mentre questa fusione è senz'altro ottenibile quando la somma dei due piani proviene da un unico altoparlante). La similarità tra il procedimento di composizione del materiale elettronico e il modo in cui ho stabilito strumenti e relative funzioni esecutive ha reso inutile una trasformazione meccanica (cioè elettronica, ma azionata manualmente) delle registrazioni sonore». Gli strumenti usati possono essere utensili d'uso comune (come il soffietto o il secchio d'acqua), giocattoli, strumenti costruiti appositamente (come l'asta a campanelli o il violino a chiodi), elettrodomestici (come il giradischi o il ventilatore), oggetti meccanici e mezzi elettronici (come la barriera luminosa o il microfono). Ne risulta un universo sonoro dove decade ogni convenzionale distinzione tra suono e rumore, e dove anche la tecnologia è ridotta a misura d'uomo, poiché anche le attrezzature elettroniche vengono utilizzate e maneggiate con la stessa innocente operosità con la quale si può aprire e chiudere una porta.

(in Catalogo Romaeuropa Festival 1992)


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