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Roberto Andò

regista

La sabbia del sonno (1992)
Nato a Palermo nel 1959, dopo gli studi in filosofia, incontra Francesco Rosi per il quale è assitente in Cristo si è fermato a Eboli (1978) e nel successivo Dimenticare Palermo (1990), lavora poi come assistente alla regia di Federico Fellini in E la nave va… (1983) e con Michael Cimino e Francis Ford Coppola.
Fondamentale l’incontro, per un progetto cinematografico mai realizzato, con lo scrittore Leonardo Sciascia, con il quale stringe una amicizia profondamente significativa per il suo sviluppo artistico.
Fin dal suo esordio in teatro nel 1982 con un’operina di marionette è evidente l’originale creazione drammaturgica che lega strettamente la ricerca visiva a precise fonti letterarie: Leonardo Sciascia nel recensire il lavoro, scriverà che «lo spettacolo è straordinariamente suggestivo e, per chi nell’infanzia ha frequentato l’opra, addirittura emozionante» (L’espresso, 19 dicembre 1987).
Nel 1986 mette in scena una personale elaborazione di un inedito testo di Calvino La foresta-radice-labirinto, con le musiche di Francesco Pennisi, le scene e gli automi di Renato Guttuso, e la partecipazione di Franco Scaldati.
Nel 1989 realizza in un fatiscente oratorio barocco Dialoghi, riscrittura in chiave teatrale di una serie di interviste a Jean Jenet e Tahar Ben Jelloun, dove emerge ancora una volta quella cifra stilistica che pone in osmosi ed in fertile scambio la ricerca visiva (un film in video accompagna, come parte integrante, lo spettacolo) ed il materiale letterario – sempre più lontano dai canoni teatrali. Nel 1992 La sabbia del sonno, azione per musica e film in forma di concerto, su versi di Lucio Piccolo, si presenta come un viaggio attraverso i vicoli di Palermo mentre i suoni della tradizione (sono coinvolti musicisti popolari e i lamentatori di Montedoro) vengono miscelati ed alternati alle sonorità colte di Luciano Berio e Aldo Bennici. Sempre da un testo di Lucio Piccolo – e con soggetto l’illeggibilità della città palermitana - nasce L’esequie della luna, con musica di Francesco Pennisi, scene di Enzo Cucchi, e l’interpretazione di Luisa Castellani, Susanna Rigacci, Massimo Verdastro e dell’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta da Guido Guida.
Nel 1992 realizza per la Biennale di Venezia La madre invita a comer di Luis De Pablo (dal testo di Vicente Molina-Foix) e nel 1994 firma il testo dell’opera multimediale Frammenti sull’Apocalisse, progetto elaborato con Daniele Abbado e Nicola Sani, che vede la partecipazione di Moni Ovadia. Con quest'ultimo realizza, successivamente, Diario ironico dell’esilio (1995), spettacolo per voci, suoni e immagini (presentato al Teatro Stabile Biondo di Palermo); Diario senza date (1995), il suo primo lungometraggio presentato alla Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Iniziative speciali, con interprete accanto ad Ovadia, Bruno Ganz; Il caso Kafka (1997), ricerca sul senso dell’identità attraverso le vicende di un attore e dello scrittore boemo, firmato da entrambe.
Nel 1999, la passione per la musica lo porta a curare la regia di Le martyre di Saint Sebastien (1999) di Claude Debussy, per l’Orchetra e Coro del Teatro Massimo di Palermo, a cui segue nel 2000 Il flauto Magico di Mozart, e nel 2002 Tancredi di Rossini con scene di Mimmo Paladino, per il Teatro San Carlo. Contemporaneamente mette in scena, in occasione del Festival del Novecento di Palermo, La stanza e L’Anniversario di Pinter con Marina Gonfalone e Paolo Graziosi.
Parallelamente all’impegno teatrale, Andò continua il suo percorso nella cinematografia, firmando nel 1994 Robert Wilson. Memory loss (presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Finestra sulle immagini), a cui seguono Il manoscritto del principe (1999), prodotto da Giuseppe Tornatore ed incentrato sulla figura di Tomasi di Lampedusa e Sotto falso nome (2004) con protagonista Daniel Auteuil.

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